Cos’è la Neuropsicologia Clinica

neuropsicologia clinica

I processi cognitivi ed emotivo-motivazionali possono essere alterati da lesioni o disfunzioni cerebrali di diversa origine, modificando il comportamento, la condizione di salute della persona, le sue relazioni familiari e la sua integrazione sociale, riducendo inoltre la sua autonomia nella vita quotidiana.

 

L’incremento dell’attesa di vita e la riduzione della mortalità nella fase acuta di varie malattie neurologiche, dovute all’efficacia crescente dei trattamenti medici e chirurgici, nonché l’aumento dell’incidenza e della prevalenza in relazione all’età di malattie associate a demenza, determinano una richiesta crescente di riabilitazione dei disturbi neuropsicologici spesso presenti in queste condizioni.

Le potenzialità di recupero del paziente cerebroleso, supportate da modificazioni plastiche del sistema nervoso, ben documentate anche nella persona adulta, stanno alla base di ogni programma riabilitativo dei deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali.

La Neuropsicologia Clinica è la disciplina applicata che si occupa dei deficit cognitivi ed emotivo-motivazionali causati da lesioni cerebrali o disfunzioni del sistema nervoso centrale con finalità diagnostiche e riabilitative.

Cos’è la Valutazione Neuropsicologica

La Valutazione Neuropsicologica è la metodologia che consente di descrivere e misurare obiettivamente il funzionamento cognitivo di un individuo.

Il colloquio, l’attenta osservazione clinica e l’utilizzo di prove psicometriche standardizzate permettono una valutazione qualitativa e quantitativa delle abilità compromesse e delle abilità residue.

Perché fare una Valutazione Neuropsicologica?

– Quando ci si accorge che, per noi o un nostro familiare: le normali attività mentali quotidiane sono diventate difficoltose; prestare attenzione a lungo o pianificare le cose da fare diventa sempre più difficile; si riscontrano quotidianamente difficoltà che compromettono la qualità di vita (difficoltà nel recupero delle parole, smemoratezza, compromissione delle capacità di apprendimento di nuove informazioni, disorientamento spaziale e/o temporale, disinibizione, irritabilità, ecc).

– A seguito di una problematica neurologica (ictus, trauma cranico, ecc) e/o se permangono difficoltà nella quotidianità anche se sono già stati effettuati precedenti cicli di riabilitazione o a distanza di anni dall’evento.

– Effettuare una Valutazione Neuropsicologica permette di impostare un adeguato progetto riabilitativo.

Cos’è la Stimolazione Cognitiva?

La Stimolazione Cognitiva è l’insieme di attività individuali e/o di gruppo che mirano ad una generale stimolazione delle abilità cognitive e sociali.

Un pregiudizio diffuso consiste nel ritenere che, se una malattia non è guaribile, come una demenza degenerativa, allora la malattia è incurabile (Peters et al., 1989). Curare non è un esatto sinonimo di guarire, curare una persona con una malattia progressivamente ingravescente significa:           

– rallentare il peggioramento cognitivo e funzionale;

– allungare la vita;

– mantenere l’autonomia funzionale il più a lungo possibile;

– migliorarne la qualità di vita.

Come ricordato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la prevenzione delle malattie cerebrali, in tutte le loro forme, rappresenta un elemento primario per incrementare gli anni di vita in buona salute e per promuovere un invecchiamento attivo.

A chi è rivolto il servizio di Neuropsicologia Clinica?

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Il servizio di Neuropsicologia Clinica è rivolto a persone con lievi difficoltà cognitive e/o comportamentali, demenze, trauma cranio encefalico, ictus, problematiche post infarto, anossie, sclerosi multipla, neoplasie cerebrali, idrocefalo normoteso, ecc.

Tali patologie possono causare:

– Disturbi Cognitivi: difficoltà di memoria, di ragionamento, concentrazione e attenzione, di linguaggio, di abilità visuo-spaziali, abilità prassiche.

– Disturbi Emotivi e Comportamentali: ansia, depressione, agitazione, disinibizione, irritabilità, apatia, manifestazioni aggressive, disturbi del comportamento alimentare, sessuale, motorio, ecc.

Il servizio ha inoltre finalità di sostegno al caregiver e ai familiari per fornire le indicazioni adeguate per affrontare al meglio la nuova realtà, gestire le complesse problematiche dei pazienti con questi disturbi,  rapportarsi nel modo adeguato con il proprio caro, far fronte ai compiti assistenziali e prevenire il burn-out.